Questo progetto è nato grazie alla lettura del Dizionario dello Psicodramma, in particolare soffermandomi sull’esercizio della “Sedia Ausiliaria”. Da questo è partito tutto. 

Sedie come persone. C’è  rabbia, dolore, tenerezza.



 

Per questo progetto  è stato scritto un testo da Chiara Miretti:

"Sedie Vuote.
Come vuoti possono essere i rapporti umani.
Senza il coraggio del confronto. O dello scontro.
E allora tocca sedersi di fronte a quella sedia vuota.
Che si fa viso, anima, corpo.
Affrontarla.
Ribellarsi.
Sputare le verità taciute troppo a lungo.
Abbandonarsi.
Aprirsi.
Con la leggerezza del donarsi.
Con la pesantezza del rischiare.
Cadute. Rovinose.
Ma anche mani che divengono appigli e occhi che si fanno specchi.
Carezze e pugni alzati a glorificare una rinascita.
Ascolto e comprensione.
Rimanere nel tempo, nei giorni, nelle notti dense di vita irrisolta.
Mostrare e mostrarsi.
L’autenticità di un viso a soffocare il silenzio.
Nulla a impedire la condivisione dell’essere.
L’anima che si schiude all’immagine di se stessa e diviene reale.
Sguardi affamati di verità.
Lacrime a lavare via gli assensi forzati.
L’urgenza della ribellione.
Desiderio di riscatto.
La volontà di comprendere un’anima arenata nel buio.
Per un progredire intimo e profondo.
Per scoprire che le ferite sotto la pelle ci rendono quello che siamo.
Per non dimenticare che abbiamo la possibilità di scegliere.
La libertà è una conquista.
Desiderarla è potere.
Stringerla fra le dita è vita."


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